Nuovi desideri e nuove strade da percorrere

Chi mi conosce lo sa: sono una persona in continua evoluzione. Non sono mai riuscita a raggiungere un obiettivo senza averne già un altro in mente, senza cambiare e tirare sempre fuori qualcosa di nuovo e inaspettato. Ho imparato a conoscermi e ad amarmi giorno dopo giorno, sono cresciuta e divenuta ciò che sono grazie alle avversità, perché i momenti difficili sono i momenti di maggiore crescita.

E nella paura di una situazione nuova e spaventosa come quella che abbiamo vissuto nei primi mesi del 2020, io sono cambiata ancora. Non potevo restare ferma ad aspettare che fossero le cose a cambiare, perché se non siamo noi a farlo, loro resteranno sempre lì, a fissarci arcigne e a ridere del nostro immobilismo.

Ho deciso di far emergere la vera me, perché il noi con i miei clienti potesse essere più autentico e speciale, come ho sempre desiderato.

Il viaggio continua

Ho costruito e distrutto tante cose nel mio percorso. Ho avuto dubbi, incertezze e cedimenti, ma non ho mai mollato, perché il raggiungimento di una meta non ha senso se il viaggio non ti trasforma rendendoti migliore. Più consapevole. Più forte.

Il viaggio continua sempre e a me piace scoprire nuove strade.

Questa volta la strada che ho imboccato mi ha riportata a casa.

La mia casa come rifugio

Casa. Quel luogo dove puoi sentirti te stesso, libero da qualsiasi costrizione, dove ogni oggetto ha una storia, parla di te e delle tue esperienze. Il posto dove tornare quando tutto sembra crollare e dove trovare sempre qualcuno disposto ad ascoltare.

Ho deciso di chiudere lo studio e di portarlo tra le mura di casa mia. Ho deciso di far entrare le persone nel mio spazio, nella mia essenza, nel luogo che in questi anni ho costruito con amore e reso simile a me.

Volevo dare ai miei clienti un luogo autentico dove sentirsi a proprio agio, dove lasciare andare i propri pensieri e le proprie emozioni, dove non sentirsi giudicati ma solo accolti con amore.

Ogni stanza è uno stato d’animo e ogni stato d’animo un’emozione da immortalare e tramandare.

Ho pensato che fosse il luogo migliore dove far emergere il bello della fotografia.

Fotografia come arte.

Fotografia come terapia.

Fotografia come relazione.

Fotografia come il bello di sentirsi a casa.

Perché l’ho fatto? Perché amo la fotografia così tanto da non volerla più separare dalla mia vita.

Un furgoncino azzurro come cavallo bianco

Non ho mai creduto nel principe azzurro che viene a salvarti, ma nel suo cavallo bianco sì.

Da bambina rimanevo ammaliata dallo splendore di quell’animale così forte e maestoso e del principe non mi importava un granché: io desideravo il cavallo.

 

 

Volevo qualcosa che mi facesse sentire libera, un po’ gitana e un po’ raminga, che mi portasse ad esplorare luoghi fantastici e bellezze sconosciute. Che mostrasse al mondo la mia sete di esplorazione e che creasse quella magia un po’ retrò che costringe la gente a togliere lo sguardo dalle proprie scarpe.

“Ehi, guardate! C’è Monica con il suo cavallo bianco! Chissà quali avventure vivrà oggi!”

In realtà non ho mai avuto il cavallo che sognavo, ma ho solcato i mari in barca a vela e devo dire che è stato un bel modo di conoscere il mondo e riempirmi gli occhi di paesaggi sconosciuti.

Poi, mentre spostavo lo studio dentro le stanze della mia casa, ho pensato che mi servisse un mezzo in grado di realizzare il mio desiderio di bambina che voleva vivere senza confini.

L’ho trovato in un vecchio furgoncino Volkswagen, di cui mi sono innamorata a prima vista. Il suo nome – non a caso – è Romeo.

L’ho scelto azzurro – credo che inconsciamente del principe azzurro mi importasse, ma prima venivano i miei desideri – e sarà il mio mezzo di libertà e meraviglia.

Mi vedrai in giro per le strade della città e mi vedrai andare lontano, ma mi vedrai anche sempre tornare. E forse, finalmente, qualcuno dirà: “Ehi, guardate! C’è Monica con il suo furgoncino retrò! Chissà quali magie creerà con la sua macchina fotografica oggi!”

Ecco come sono cambiata: questa è una nuova tappa nella mia esplorazione del mondo. E non è ancora finita, perché le novità e i cambiamenti non finiscono qui..


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AUTHOR: Monica Palloni

I miei lavori, oggi, si rivolgono alla famiglia intesa come entità sensibile e unita e come singoli componenti. Credo che il mio atteggiamento di apertura verso la Vita mi restituisca sempre intuizioni e movimenti emotivi. Come quelli che percepisco fotografando una mamma in attesa o un neonato.

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