Ogni volta che dico a mia madre, e in genere lo faccio la sera prima, “Mamma, domani vado a Milano”, lei mi domanda “Cosa vai a fare a Milano?” E la mia risposta è, puntualmente, sempre la stessa: un corso!
Questa cosa la lascia sempre un po’ perplessa: “Ma quando finiscono ‘sti corsi? Ancora non hai imparato?
È da qui, da questo esatto punto, che mille pensieri mi vorticano in testa. Alla soglia dei cinquant’anni, e con i miei 23 anni di professione, ancora m’impegno nell’apprendimento.

Il mio è proprio desiderio d’imparare; credo nella Formazione perché, mattone dopo mattone, mi ha permesso di essere quella che sono e quella che sarò domani.
Non dico sia semplice. Portare avanti il lavoro, le sessioni programmate e le nuove idee, e correre per non perdere i treni è decisamente impegnativo.

Però, vedi, i treni… quelli che mi fanno alzare che è ancora buio, quelli che mi fanno arrivare in stazione col fiatone. Quelli. Sono gli stessi che amo per l’idea del viaggio: da un punto all’altro. Da un inizio di professione all’evoluzione. E ti confesso che queste riflessioni le ho fatte proprio durante il viaggio in treno di ieri, 6 novembre.

Ero diretta a Milano per un corso di formazione, un workshop AIFB (Associazione Italiana Fotografi di Bambini) condotto da Stephanie Lemmens. Una formazione di alto livello sulla ritrattistica in maternità dove apprendi dall’esperienza degli altri e dove ritorni a casa con tanto in più.

Cosa alimenta questa mia voglia di formazione continua? Ambizione? Può essere, ma se la intendiamo nel modo costruttivo. Di fatto, alla base, c’è il desiderio di far bene il mio lavoro, di farlo sempre al meglio perché vengo scelta da Famiglie che vogliono raccontare le loro storia di Vita con le mie fotografie.

È un compito importantissimo. Una bella foto ha qualcosa di artistico ma il valore fondamentale è che crea memorie. Gli scatti resteranno per sempre, quando tra venti o trenta anni, verranno sfogliati gli album, si riuscirà a sentire perfino il profumo di quello che si è vissuto tanto tempo prima.
E così, da questa serie di pensieri che sono emersi dalle mie emozioni, ne traggo ispirazione per le sessioni Maternità. Rigenerata, entusiasta del mio percorso.

AUTHOR: Monica Palloni

I miei lavori, oggi, si rivolgono alla famiglia intesa come entità sensibile e unita e come singoli componenti. Credo che il mio atteggiamento di apertura verso la Vita mi restituisca sempre intuizioni e movimenti emotivi. Come quelli che percepisco fotografando una mamma in attesa o un neonato.

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